Parliamo di congiuntivite

Le flogosi congiuntivali e palpebrali sono affezioni dell’occhio diffuse sia nella popolazione pediatrica che in quella adulta.

I sintomi con cui si manifestano sono:                                                                                                                            

  • prurito
  • lacrimazione
  • bruciore
  • fotofobia
  • sensazione di corpo estraneo

L’infiammazione, o infezione della congiuntiva, è nota come congiuntivite ed è caratterizzata dalla dilatazione dei vasi congiuntivali, con conseguente iperemia ed edema della congiuntiva, tipicamente con eventuale secrezione associata.

Virus e batteri sono le cause infettive più comuni, per questo la congiuntivite può essere infettiva o non infettiva.

  • La congiuntivite non infettiva comprende la congiuntivite allergica, tossica e cicatriziale, l’occhio secco, nonché l’infiammazione secondaria a malattie immunomediate e processi neoplastici.
  • La congiuntivite virale è una condizione benigna molto diffusa causata, nella maggior parte dei casi, da adenovirus. Rappresenta il 9%-80.3% di tutti i casi di congiuntivite acuta. È altamente contagiosa e il rischio di trasmissione è stimato tra il 10% e il 50%.

Le forme di congiuntivite di origine batterica possono essere di lieve o moderata intensità, comunque non tali da causare lesioni funzionali permanenti nei neonati e negli adulti.

Congiuntivite: come si contrae

La congiuntivite batterica può essere contratta direttamente da individui infetti o può essere concomitante a una influenza. La contaminazione “mano-occhi” è la via di trasmissione più comune. Inoltre, alcune condizioni come la compromissione della lacrimazione, l’interruzione della barriera epiteliale naturale, le anomalie delle strutture annessiali e i traumi predispongono alla congiuntivite batterica. I patogeni più comuni per la congiuntivite batterica negli adulti sono le specie stafilococciche, seguite da Streptococcus pneumoniae ed Haemophilus influenzae. Nei bambini, invece, la malattia è spesso causata da Haemophilus influenzae o da Streptococcus aureus. Il decorso della malattia di solito dura da 7 a 10 giorni.

Diagnosi e terapia

Sono rari gli elementi che permettono di distinguere una lesione batterica da una lesione virale. Tuttavia, possono essere evidenziati alcune caratteristiche utili alla distinzione delle due tipologie. Tra queste vi è la natura della secrezione oculare: muco purulenta nel caso di congiuntivite batterica, acquosa nel caso di congiuntivite virale.

Congiuntivite allergica

La diagnosi di congiuntivite allergica è, prima di tutto, clinica e si basa sull’associazione con altre malattie allergiche (asma, rinite, dermatite atopica) e su un test che permette di identificare l’allergene o gli allergeni. I precedenti allergeni, familiari o personali, la nozione di scatenamento stagionale e il momento di un contatto ben preciso sono degli elementi molto a favore dell’origine allergica di una congiuntivite, soprattutto se essa è cronica.

Si distinguono diverse forme, tra cui:

  • la congiuntivite stagionale
  • la congiuntivite perenne
  • l’allergia da contatto.

La congiuntivite batterica è la seconda causa di congiuntivite infettiva più comune, è responsabile della maggior parte dei casi nei bambini (50%-75%) e si osserva più frequentemente da dicembre ad aprile. In caso di congiuntivite batterica, la terapia è a base di colliri antibiotici che devono essere prescritti dal medico di base o dall’oculista. I vantaggi del trattamento antibiotico includono un recupero più rapido, un ritorno anticipato al lavoro o a scuola, la prevenzione di ulteriori complicazioni e una riduzione delle visite mediche future. La congiuntivite batterica di solito guarisce entro 7-10 giorni, un’infezione di natura virale dura più a lungo (un paio di settimane).

La terapia delle congiuntiviti allergiche può essere articolata in due momenti:

  • prevenzione ambientale
  • terapia farmacologica

La prevenzione ambientale è fondamentale, soprattutto nelle forme allergiche perenni. In particolare, il paziente deve essere istruito a evitare il contatto con i pollini, i luoghi dove è maggiore la loro concentrazione (ad es. la campagna), utilizzare appositi filtri nell’automobile, limitare l’impiego di condizionatori e utilizzare occhiali da sole quando esce. Si deve porre anche attenzione all’igiene palpebrale, alla pulizia e al ricambio frequente delle lenti a contatto.

In caso di congiuntivite allergica, si ricorre a colliri antistaminici e cortisonici che possono essere associati all’utilizzo di lacrime artificiali e, talvolta, agli antistaminici. L’uso degli antistaminici resta, infatti, uno dei cardini della terapia antiallergica in quanto riduce drasticamente e rapidamente la sintomatologia accusata dal paziente una volta che il processo patologico è iniziato. L’antistaminico può essere utilizzato sia per via orale (anche farmaci senza obbligo di ricetta) o per uso topico, come colliri a base di feniramina.

Congiuntivite virale

La congiuntivite virale è la causa più comune di congiuntivite infettiva nella popolazione adulta e si diffonde maggiormente in estate. Nella congiuntivite virale, in alcuni casi, oltre a una terapia con colliri antinfiammatori e lubrificanti, può essere prescritta dall’oculista una copertura con colliri antibiotici (per prevenire le sovrainfezioni batteriche) e unguenti o colliri antivirali. Possono, inoltre, essere utilizzati colliri di origine naturale che danno spesso una buona risposta, in quanto lubrificanti e con una spiccata attività antibatterica e antinfiammatoria. La congiuntivite virale di solito dura circa due settimane, più a lungo rispetto a quella batterica.

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